Prodotti e piatti tipici a Frascati

Vino Frascati DOP il vino bianco dei Papi.

Dal cardinale Scipione Borghese a papa Paolo III: per secoli il vino più amato dalla curia romana.

Secondo Sante Lacerio, bottigliere personale di Papa Giulio II, (XVI sec.), non vi era vino migliore di quello prodotto nel "Tusculum", l'attuale zona di Frascati.

La sublimità di questo vino deriva dalla selezione di meravigliosi grappoli di uva Malvasia puntinata, tipica del Lazio, assieme ad altre uve locali a bacca bianca, dalle qualità esclusive legate alle proprietà del territorio.

Un coinvolgente sentore di sambuco invita ad assaggiare questo vino paglierino, finché il suo inebriante aroma avvolge e seduce il palato in un abbraccio fresco e delicatamente sapido.

Nella tipologia "Cannellino" accentua tutta la sua personalità di vino amabile, la cui ricchezza di dolci sensazioni è amplificata da un soffice sentore di miele, e dalla soave evoluzione di morbidezza gustativa; insieme al celebre Frascati Superiore, rientrano nella peculiare denominazione DOCG (Denominazione di Origine Geografica e Garantita).

Altrettanto interessante è lo spumante prodotto a partire da questo ottimo vino: gradevole e persistente, testimonia la vivacità con cui il Frascati DOP (Denominazione Origine Protetta), ha saputo riaffermarsi nel corso dei secoli, tenendo sempre fede e conservando la sua antica tradizione.

Una tradizione che a Frascati tengono viva ancora oggi con orgoglio, tutelata dal Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati Doc - Docg.

©  Paola Bartoloni


Vino Frascati Superiore DOCG una storia di eccellenza.

Giunto dalla terra "degli dèi e degli eroi", è il vino che sorso dopo sorso, eleva l'anima e allontana le inquietudini dal cuore dell'uomo.

Amato e decantato nei secoli, il vino Frascati Superiore DOCG (Denominazione di Origine Controllata e garantita), dalla tipica anima mediterranea e vulcanica come il terreno da cui proviene, ha origini antichissime. Se il nome attuale deriva dalle cosiddette "frasche", i rami che gli osti appendevano fuori dalla porta dei loro locali per indicare la disponibilità del vino in osteria, poi diventati "fraschette", le speciali viti da cui è prodotto arriverebbero direttamente dalla Grecia antica. Secondo la leggenda fu infatti Telegono, figlio di Ulisse e Circe, a portarle con sé nel lungo viaggio verso le terre italiche, che si concluse con la fondazione di Tuscolo, (oggi Parco Archeologico comprendente i Comuni di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata), da parte dell'eroe e la piantagione su questi terreni di quell'uva calda e prodigiosa.

Il suo nome, simbolo nei secoli di eleganza e di prestigio e squisita sintesi di tradizione e modernità, rappresenta tuttora una solida garanzia di eccellenza per gli intenditori. Nobili e signori di ogni epoca ne hanno infatti preservate intatte nel tempo le caratteristiche , facendone ogni volta un innovativo precursore delle migliori tecniche produttive. E se già nel II secolo a.C. Marco Porcio Catone, riferiva nel De Agricoltura di come la vite fosse coltivata sulle pendici del Monte Tuscolo da tempo immemorabile, e fissava le prime norme sulla sua vinificazione, nel VI secolo d.C. Anicio Tertullo, l'allora signore di Tusculum, creò un nuovo impianto per la crescita delle viti sostituendo l'olmo, dove solitamente si faceva ramificare la pianta, con un palo, detto "passone", anticipando in questo modo i metodi di viticoltura moderni. Un vino paglierino un passo sempre avanti agli altri, suadente con i suoi intensi profumi floreali, dal sapore ricco e sapido, accompagnato da un retrogusto morbido e vellutato valorizzato grazie alla pressatura soffice delle uve, e l'accurata selezione delle differenti frazioni di mosto. Oggi tutta la sua evoluzione è degustabile nella versione Riserva: ricavata dalle uve di vecchi vigneti, alle quali, per mantenerne intatti i profumi vengono aggiunti gli ultimi acini della vendemmia tardiva del mosto. Il vino viene poi affinato in grotte di tufo per regalare al palato il sapore di un carattere unico e sorprendente, un gusto pieno dall'intrigante spettro aromatico, fragrante e fruttato, seguito da un lungo e coinvolgente finale. Prodotto nei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone e Montecompatri, è tutelato gelosamente dal Consorzio Tutela Denominazione Vini Frascati.

©  Paola Bartoloni


Altri prodotti tipici rinomati sono le coppiette di maiale (carne di maiale o di cavallo tagliata a strisce, speziata ed essiccata) e la cosiddetta pupazza frascatana (foto sotto), un biscotto al miele a forma di donna con tre seni: "due per il latte ed uno per il vino", a lasciar intendere che i bambini verrebbero svezzati anche a vino!

Per approfondire

I Castelli salgono nella piramide dei vini

Vignaioli del 1870

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