storia di albano laziale

La città di Albano ha origini molto antiche. I reperti archeologici mostrano i segni di presenze umane risalenti al paleolitico (300.000-10.000 anni fa) ed al neolitico. Tuttavia soltanto in seguito allo stanziamento del popolo degli Albani sulle rive del lago (XI secolo a.C.) vi fu il vero popolamento del territorio. Secondo la tradizione la città sorgerebbe sul luogo dell’antica Albalonga. Ascanio, figlio dell’eroe troiano Enea, fondò la città di Albalonga all’incirca verso la seconda metà del XII secolo a.C.; in seguito alla fondazione di Roma ed al crescere della sua potenza, le due città divennero nemiche.

Durante il governo di Tullo Ostilio, scoppiò tra le due città una guerra, che però non venne combattuta: la leggenda narra che, per evitare inutili spargimenti di sangue, i re decisero di far combattere tra loro tre campioni di Albalonga contro tre campioni della città di Roma. Gli Albani scelsero i fratelli Curiazi, i Romani gli Orazi. Grazie all'astuzia i Romani vinsero il combattimento e la città di Albalonga cadde sotto il dominio di Roma.

Il mausoleo degli Orazi e Curiazi è oggi visitabile al limite del centro abitato. Tuttavia il territorio dell’antica Alba venne considerato sacro, riservato al culto (come attestano resti archeologici attribuibili a santuari del periodo arcaico-repubblicano del V-II secolo a.C. in via Sant’Ambrogio e nel Parco di Villa Doria), e come tale fu proibito l’insediamento di nuovi centri abitati fino alla nascita del primo Impero Romano. In seguito, nel periodo repubblicano e poi anche in quello imperiale, personaggi di rilievo dell’aristocrazia romana iniziarono a costruire ville rustiche e residenziali; tra tutte la più importante è sicuramente quella di Pompeo Magno, divenuta successivamente proprietà di Augusto, Tiberio, Caligola e Nerone.

La più importante trasformazione dell’area avvenne nel 202 d.C. quando, per volere dell’imperatore Settimio Severo, vi fu la costruzione dell’accampamento della Seconda Legione Partica Severiana (Castra Albana), che ospitava circa 6.000 legionari. Attorno all'accampamento si sviluppò un abitato costituito dalle abitazioni delle famiglie dei legionari, oggi testimoniato dai reperti delle strutture pubbliche come le Terme e l’Anfiteatro, e dai Cisternoni utilizzati per l’approvvigionamento idrico dell’esercito.

L’accampamento fu abbandonato all'incirca nel III secolo d.C., ed il nucleo abitato si trasformò gradualmente in una città, Civitas Albana. Nel 774 venne donata dall’imperatore Carlo Magno al papato e nel 946 divenne proprietà della famiglia Savelli. L’attuale assetto del centro cittadino risale all'incirca all'ampliamento urbanistico che vi fu tra il XVI ed il XVII secolo, durante il quale vennero edificate nuove piazze, strade, chiese e palazzi patrizi, di cui sono splendida testimonianza gli edifici in perfetto stile barocco del quartiere San Paolo.

Con l’acquisto da parte della Camera Apostolica dei possedimenti della famiglia Savelli, Albano divenne immediatamente capoluogo di Comarca, fino all'Unità d’Italia. Nel 1944 la città venne sconvolta da un bombardamento ad opera degli alleati; il crollo di alcuni edifici portò alla luce l'antica porta principale della città, la Porta Pretoria.

PER APPROFONDIRE: STORIA E TRADIZIONE

Una recente analisi topografica compiuta nel territorio di Cecchina abbinata a nuove acquisizioni archeologiche emerse nella zona, ha consentito di localizzare qui l'antico Lucus Ferentinae ovvero il luogo dove si svolgevano le assemblee federali dei Latini in età arcaica: Christian Mauri,

Apiolae è stata un'antica cittadella dei Latini distrutta dal re di Roma Tarquinio Prisco sul finire del VII secolo a.C. e localizzata dall'archeologo G.M. De Rossi sul Monte Savello, tra Pavona e Albano Laziale: Christian Mauri, Apiolae.

Una recente analisi topografica compiuta nel territorio di Cecchina, abbinata a nuove acquisizioni archeologiche, ha consentito di localizzare qui l'antico Lucus Ferentinae, ovvero il luogo dove si svolgevano le assemblee: Localizzato a Cecchina il Lucus ferentinae.

La nascita della parrocchia di S.Eugenio I Papa, nel territorio di Pavona, risale al 1946 ed è dovuta a Giovanni Battista Montini allora prosegretario di Stato del Vaticano. La Chiesa sorge in onore del Papa Eugenio Pacelli (Pio XII). I lavori per la costruzione della Chiesa hanno inzio nel 1955. Particolarmente stretti resteranno negli anni irapporti tra il piccolo centro laziale e il futuro Papa Paolo Vi8. (da METAMORFOSI quaderni di architettura n. 31/32 1997): La nuova Chiesa di Sant'Eugenio I Papa a Pavona.

Ma voglio raccontare un incontro con Pier Paolo Pasolini. Era il 1962. Pasolini mi aveva detto...I grandi scrittori ai Castelli Romani.

Legata al nome del famosissimo poeta Trilussa è Albano Laziale; nativo di Albano era suo padre. Trilussa è lo pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Salustri, nato a Roma il 26 ottobre 1871. La sua infanzia fu poverissima, il padre era un cameriere, la madre sarta. Ironia e disincanto in Trilussa ai Castelli Romani.

"Questa graziosa città di Allbano, così vicina al quartier generale dei briganti, vide nascere nel 1542 Elena di Campireali..." La badessa di Castro e... Albano.

Uno di questi compositori romantici è Franz Listz, grandissimo pianista del Romanticismo , considerato uno dei divi musicali dell'Ottocento, egli soggiornò ad Albano per un lungo periodo ed ebbe un forte legame affettivo con la cittadina dei Castelli Romani.Franz Listz ad Albano Laziale. La musica ormai caratteizza tutti i Comuni dei Castelli Romani. E' il sottofonfo che accompagna la bellezza dei loro paesaggi e la vivacità dei centri storici. Abbiamo chiesto a Maurizio D'Alessandro, cittadino e musicista di Albano, di parlarci di musica , della sua attvità e del suo amore per Franz Listz. Musica Castelli ! 

Intervista al maestro Giorgio Battistelli, reduce dal concerto tenuto presso la sede dell'Unesco di Parigi dove ha rappresentato l'Italia con la 228° replica di Experimentum Mundi. Conversando con Giorgio.

Il fenomeno Experimentum Mundi nasce nel 1981 con la prima rappresentazione del Teatro Olimpico di Roma, Il nutrimento di quest'opera è l'antico borgo di Albano Laziale; in quel semplice e paesano paesaggio urbano e sociale della fine degli anni '60 nel quale il giovane Battistelli cresce. Immutabile testimonianza del lento scorrere di un tempo che sarà purtroppo inerme vittima dell'imminente ed inevitabile disastro consumistico. Experimentum mundi.

Ecco: l'impegno do Aldo Onorati nella nostra terra è, ed è stato, di due forme: scoprire i lati nascosti e inediti della nostra civiltà e trasmetterli al mondo: le sue opere sono tradotte, infatti, in moltissime lingue:I miei Castelli nel mondo.

"Sfogliando attentamente le pagine di questo libro arioso, essenziale, sulla storia  e le visioni di Albano, un elicottero guidato da Maurizio Bocci, mi sono venute in mente numerose considerazioni: Per le antiche vie (di Albano).