Cineturismo ad Albano Laziale

La bellezza di Albano Laziale e del suo paesaggio, gli scorci unici, i panorami, la spettacolare posizione, non sono l'unico elemento che ha qui attirato più di un cineasta. Numerose sono le location che hanno dato vita a scenografie per spettacoli e film, ambientati nel centro storico, nel borgo medievale, nei suoi palazzi. Vicoli, giardini, strade e piazze hanno fornito più di una ambientazione per i set cinematografici. Anche la vicinanza con Roma è stata probabilmente apprezzata.

Ecco alcuni dei film che sono stati girati ad Albano:

I GUAPPI (1974)

di Pasquale Squitieri con Fabio Testi, dove Piazza San Paolo e Piazza Pia sono i set di una drammatica e spettacolare sequenza del bel film. Ambientato nella Napoli di fine '800, racconta la strana amicizia tra il potente e carismatico boss locale, Don Gaetano, e uno dei tanti scugnizzi senza famiglia cresciuti per strada, Nicola Bellizzi (Franco Nero), che, proprio grazie alla protezione di don Gaetano, diventa prima picciotto poi onorato avvocato.

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VEDO NUDO (1969)

di Dino Risi con Nino Manfredi e Sylva Koscina. L'ex Ospedale Civico di San Giuseppe è la location principale di un episodio che oggi chiameremo di malasanità. Il film è una riflessione cinica e sarcastica su costumi, manie, tabù e aberrazioni sessuali dell'Italia postsessantottina. Numerosi esterni del film sono girati ad Albano Laziale. L'Ospedale Civico di San Giuseppe è la location principale del film.

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IL PONTE DI REMAGEN (1969)

di John Guillermin con Robert Vaughn e George Segal, girato sul lago Albano. A Castel Gandolfo, lungo via dei Pescatori, è costruito uno dei set del grande kolossal americano. Liberamente ispirato ad una battaglia realmente accaduta durante la fine della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta la conquista del ponte di Remagen, l'ultimo ancora in piedi in una Germania sull'orlo della sconfitta: da una parte l'alto comando tedesco vuole far saltare il ponte per ritardare l'avanzata alleata, dall'altra gli americani conquistarlo prima possibile.

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GIROLIMONI, IL MOSTRO DI ROMA (1972)

di Damiano Damiani con Nino Manfredi. E' stato girato nel quartiere San Paolo di Albano Laziale dove venne ricostruita la Roma fascista degli anni '20 e villa Doria è il set di una lunga sequenza di pedinamento. Basato su vicende realmente accadute a Roma nei primi anni del Fascismo, il film racconta l'odissea di Gino Girolimoni, fotografo e mediatore di cause giudiziarie, accusato ingiustamente dal regime fascista e dalla stampa di essere il serial-killer che in quegli anni aveva violentato ed ucciso una serie di bambine.

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SIAMO UOMINI O CAPORALI? (1955)

di Camillo Mastrocinque con Totò e Paolo Stoppa. Piazza della Rotonda, via dei Travoni e via Don Luigi Minzoni sono il set di una delle sequenze più significative del film testamento di Totò. Rinchiuso in un manicomio per aver aggredito un isterico capocomparse, Totò Esposito racconta allo psicanalista la storia della sua vita fatta di umiliazioni e soprusi e la sua teoria sulla classificazione dell'umanità in due grandi categorie: uomini e caporali. «Gli uomini - dice Totò al dottore che lo esamina - sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano».

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RAPPRESAGLIA (1973)

di George P. Cosmatos con Marcello Mastroianni e Richard Burton, un film sulla resistenza girato ad Albano Laziale. Il film rievoca l'attentato di via Rasella ai danni di un reparto delle S.S. e l'immediata rappresaglia del comando nazista: trecentotrentacinque italiani, dieci per ogni tedesco vittima dell'attentato, vengono barbaramente fucilati nelle cave di via Ardeatina. Alla rievocazione dei fatti storici, si intreccia una vicenda di fantasia, la storia di un prete, don Pietro Antonelli, restauratore di opere d'arte, che si troverà coinvolto suo malgrado nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Per la ricostruzione della drammatica sequenza dell'attentato di via Rasella (certamente la più bella ed emozionante del film), il regista si serve di alcune sequenze ricostruite ad Albano Laziale. Buona parte nel quartiere San Paolo tra via Murialdo, via Aurelio Saffi, via Bacelli e soprattutto via San Gaspare del Bufalo, dove è stata ricostruita via Rasella.

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Guarda il film completo su YouTube.