Nemi

Museo delle Navi Romane

Realizzato gratuitamente dall'architetto Vittorio Ballio Morpurgo negli anni Trenta, il Museo delle Navi Romane di Nemi fu costruito per ospitare gli scafi delle due grandi navi dell'imperatore Caligola, recuperate tra il 1929 e il 1932 sul fondale del Lago di Nemi.

Inaugurato nel 1940, rappresenta un raro esempio di struttura museale progettata architettonicamente in stretta funzione di quanto destinata a contenere: si tratta infatti di una sorta di hangar a doppia navata, delle dimensioni necessarie e sufficienti a contenere le due navi, che erano lunghe circa 70 metri ciascuna. Le navi, che al tempo di Caligola ospitavano sontuosi ricevimenti rituali in onore della dea egizia Iside e di quella latina Diana, furono riscoperte sul fondo del lago già nel Medioevo e nel Cinquecento furono oggetto di studi da parte di archeologi interessati al loro recupero, che avvenne completamente solo nel 1932, grazie ad un ardito progetto di abbassamento del livello del lago di oltre dieci metri utilizzando un canale emissario. In seguito all’incendio del 1944, probabilmente appiccato dalle truppe tedesche in ritirata, il Museo e l’importante patrimonio in esso custodito andarono distrutti. La struttura museale venne riaperta al pubblico solo nel 1953 e successivamente, in seguito ad adeguate ristrutturazioni, è stata definitivamente riallestita nel 2001.

Attualmente il Museo consta di due sezioni. In quella dedicata alle navi, ospita riproduzioni in miniatura delle due imbarcazioni distrutte, delle attrezzature di bordo, reperti di carpenteria navale, ceramiche, alcuni degli elementi decorativi superstiti delle imbarcazioni, ed oggetti votivi. Nella sezione dedicata al territorio, invece, troviamo esposti resti appartenenti alla protostoria locale e dell’area albana, reperti risalenti all’Età del Bronzo e testimonianze di Età Repubblicana ed Imperiale romana. È da notare il tratto di Via Sacra (che dalla Via Appia, verso Genzano, arriva al Santuario di Diana Nemorense) ricostruito con il basolato originale.

Da marzo 2021 all’interno del Museo e presente un  frammento in marmo romano a mosaico con serpentino e porfido, risalente al II secolo d.C. Il bene fu originariamente parte della pavimentazione di una delle due navi da cerimonia dell’Imperatore Caligola, affondate nel lago di Nemi.

Il 17 dicembre 2021 la testata di baglio in bronzo decorata con testa di leone proveniente dalla prima nave di Caligola è tornata a casa al Museo delle Navi Romane di Nemi.
Questa opera, con altri elementi decorativi in bronzo, fu rinvenuta durante il tentativo di recupero delle navi condotto nel 1895 da Eliseo Borghi quando, grazie alle immersioni di un palombaro, fu individuata la prima nave. L’interesse suscitato dalla notizia permise di avviare ricerche sistematiche, che si conclusero negli anni 30 del secolo scorso con il recupero delle due navi di Caligola. Il 21 aprile del 1939 venne inaugurato il Museo delle Navi Romane di Nemi dove, insieme alle imbarcazioni tirate a riva tra il 1929 e il 1931, furono esposti anche i bronzi decorativi rinvenuti da Borghi. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, si decise di trasferire nel Museo Nazionale Romano gli oggetti di maggior pregio, salvandoli così dall’incendio divampato nel 1944 che distrusse le navi.
Parte dei materiali provenienti dagli scavi rientrò nelle collezioni del Museo nemorense nel decennio scorso, ma le bellissime decorazioni in bronzo rimasero in esposizione a Roma.
Grazie al progetto “100 opere tornano a casa”, voluto dal Ministero della Cultura, nel dicembre 2021 questa opera  è ritornata nel suo luogo di provenienza.

 

Per approfondire:

Il Museo nacque negli anni ’30 su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo per ospitare le due navi dell’imperatore Caligola: si tratta di un rarissimo esempio di struttura progettata appositamente in funzione del contenuto: Il Museo delle Navi di Nemi