A differenza di molti Comuni dei Castelli Romani, Frascati non esisteva come nucleo abitato durante il periodo della potenza di Roma, quando il suo territorio era occupato dalla villa patrizia di Lucullo (117 a.C. – 56 a.C.).

In seguito alla distruzione di Tusculum nel 1191, il piccolo centro accolse i residenti in fuga, acquistando maggiore importanza fino ad essere scelta come sede della diocesi. Tra il ‘200 ed il ‘300 visse un periodo di forte crescita e sviluppo, fino a divenire meta di scontri tra Cola di Rienzo ed i Colonna nel 1354. In seguito si susseguirono sul territorio diversi feudatari; nel XVI secolo venne ceduta da Papa Giulio II a Marcantonio Colonna I, divenendo residenza del Principe e della moglie Lucrezia della Rovere fino al 1522, anno della sua morte.

Nel 1527 un’orda di Lanzichenecchi diretti verso la cittadina cambiò direzione all’incrocio dov’era posta un’edicola con l’immagine della Vergine: per ringraziare l’Immacolata della grazia concessa, il popolo vi fece edificare la Chiesa di Capocroce, che tuttora appartiene alla storia della devozione dei cittadini di Frascati. Nel 1538 Papa Paolo Farnese III conferì a Frascati il titolo di Civitas con il nome di Tusculum Novum; nello stesso periodo venne fatta erigere una cinta muraria a protezione della nuova cittadina. Il florido periodo di pace che seguì gli accordi di Cateau-Cambrésis, che posero fine alle guerre d’Italia ed ai conflitti tra gli Asburgo e la Francia, regalò un nuovo splendore a Frascati.

La cittadina divenne il sito prediletto dall’aristocrazia romana per la costruzione delle ville residenziali che oggi costituiscono la sua grande attrattiva turistica: Villa AldobrandiniVilla FalconieriVilla Lancellotti, Villa Torlonia,splendide residenze immerse in magnifici giardini all’italiana caratterizzati dal connubio tra arte ed allegri giochi d’acqua. L’avvio nel 1598 della costruzione della Cattedrale di San Pietro, e nel 1616 della prima scuola in Europa pubblica non aristocratica (per volere di San Giuseppe Calasanzio), sono i segni di un nuovo benessere ritrovato. Nel 1798 Frascati, già meta di Grand Tour, si auto-proclamò Repubblica Frascatana, gemellandosi alla neonata Repubblica Romana.

Il legame con Roma si consolidò nel 1837 quando, scoppiata una grande epidemia nella capitale, Frascati fu l’unico Comune a dare ospitalità ai romani che cercavano riparo fuori dalle mura cittadine; a testimonianza della gratitudine fu concesso a Frascati di utilizzare gli stessi colori della bandiera romana, giallo e rosso. Nel 1856, su iniziativa di Gregorio XVI e Pio IX, venne costruita la ferrovia Roma-Frascati; la linea fu un caposaldo dello sviluppo della zona dei Castelli Romani, ormai raggiungibile ai più.

Meta di gite fuori porta, Frascati si aprì al mercato della ristorazione con la proliferazione di osterie e fraschette che offrivano tutti i prodotti tipici locali. La storia gastronomica del paese è fortemente legata allo sviluppo della ferrovia, che all’epoca venne chiamata popolarmente “il treno della sbornia”, perché riportava la domenica sera a Roma i visitatori delle taverne e delle fraschette. Nel 1906 venne inaugurata la linea tramviaria per Roma ed i Castelli Romani, che collegava Frascati con il bivio di Grottaferrata, da dove poi si dipartiva verso Roma o verso Marino.

Nel 1943, durante il secondo conflitto mondiale, Frascati fu sede del comando tedesco del Generale Kesselring e riportò gravi danni a causa dei bombardamenti alleati: 1300 bombe vennero sganciate dai bombardieri americani, provocando un totale di 500 vittime tra i civili e 200 tra i militari, oltre alla distruzione della metà dei monumenti ed edifici cittadini. I bombardamenti cessarono il 4 giugno del 1944 con l’ingresso degli americani in Frascati. Il Comune è stato successivamente in larga parte ricostruito.

 

Per approfondire

Frascati

L’orgogliosa scarpinata di Washington Irving da Frascati a Roma

Frascati città della poesia

George Sand

Note di glottologia frascatana