Storia di Frascati

A differenza di molti Comuni dei Castelli Romani, Frascati non esisteva come nucleo abitato durante il periodo della potenza di Roma, quando il suo territorio era occupato dalla villa patrizia di Lucullo (117 a.C. - 57 a.C.), in seguito acquisita dalla dinastia dei Flavi (69 d.C. - 96 d.C.). Notizie storiche sulla presenza di un piccolo agglomerato urbano risalgono all'incirca all'850, quando nel Liber Pontificalis vennero riportate le donazioni di Benedetto III e Leone IV per le chiese di San Vincenzo, Santa Maria e San Sebastiano in Frascati.

In seguito alla distruzione di Tusculum nel 1191, il piccolo centro accolse i residenti in fuga, acquistando maggiore importanza fino ad essere scelta come sede della diocesi. Tra il '200 ed il '300 visse un periodo di forte crescita e sviluppo, fino a divenire meta di scontri tra Cola di Rienzo ed i Colonna nel 1354. In seguito si susseguirono sul territorio diversi feudatari; nel XVI secolo venne ceduta da Papa Giulio II a Marcantonio Colonna I, divenendo residenza del Principe e della moglie Lucrezia della Rovere fino al 1522, anno della sua morte.

Nel 1527 un'orda di Lanzichenecchi diretti verso la cittadina cambiò direzione all'incrocio dov'era posta un'edicola con l'immagine della Vergine: per ringraziare l'Immacolata della grazia concessa, il popolo vi fece edificare la Chiesa di Capocroce, che tuttora appartiene alla storia della devozione dei cittadini di Frascati. Nel 1538 Papa Paolo Farnese III conferì a Frascati il titolo di Civitas con il nome di Tusculum Novum; nello stesso periodo venne fatta erigere una cinta muraria a protezione della nuova cittadina. Il florido periodo di pace che seguì gli accordi di Cateau-Cambrésis, che posero fine alle guerre d'Italia ed ai conflitti tra gli Asburgo e la Francia, regalò un nuovo splendore a Frascati.

La cittadina divenne il sito prediletto dall'aristocrazia romana per la costruzione delle ville residenziali che oggi costituiscono la sua grande attrattiva turistica: Villa Aldobrandini, Villa Falconieri, Villa Lancellotti, Villa Torlonia, splendide residenze immerse in magnifici giardini all'italiana caratterizzati dal connubio tra arte ed allegri giochi d'acqua. L'avvio nel 1598 della costruzione della Cattedrale di San Pietro, e nel 1616 della prima scuola in Europa pubblica non aristocratica (per volere di San Giuseppe Calasanzio), sono i segni di un nuovo benessere ritrovato. Nel 1798 Frascati, già meta di Grand Tour, si auto-proclamò Repubblica Frascatana, gemellandosi alla neonata Repubblica Romana.

Il legame con Roma si consolidò nel 1837 quando, scoppiata un grande epidemia nella capitale, Frascati fu l'unico Comune a dare ospitalità ai romani che cercavano riparo fuori dalle mura cittadine; a testimonianza della gratitudine fu concesso a Frascati di utilizzare gli stessi colori della bandiera romana, giallo e rosso. Nel 1856, su iniziativa di Gregorio XVI e Pio IX, venne costruita la ferrovia Roma-Frascati; la linea fu un caposaldo dello sviluppo della zona dei Castelli Romani, ormai raggiungibile ai più.

Meta di gite fuori porta, Frascati si aprì al mercato della ristorazione con la proliferazione di osterie e fraschette che offrivano tutti i prodotti tipici locali. La storia gastronomica del paese è fortemente legata allo sviluppo della ferrovia, che all'epoca venne chiamata popolarmente "il treno della sbornia", perché riportava la domenica sera a Roma i visitatori delle taverne e delle fraschette. Nel 1906 venne inaugurata la linea tramviaria per Roma ed i Castelli Romani, che collegava Frascati con il bivio di Grottaferrata, da dove poi si dipartiva verso Roma o verso Marino.

Nel 1954 il servizio tramviario fu sostituito dal servizio autobus. Nel 1916 fu messa in servizio la linea tramviaria Vicinale che collegava Frascati con la linea Roma-Fiuggi attraverso Monteporzio, Montecompatri e San Cesareo. Nel 1943 la linea fu distrutta dagli eventi bellici, poi sostituita dal servizio autobus.

Nel 1943, durante il secondo conflitto mondiale, Frascati fu sede del comando tedesco del Generale Kesserling e riportò gravi danni a causa dei bombardamenti alleati: 1300 bombe vennero sganciate dai bombardieri americani, provocando un totale di 500 vittime tra i civili e 200 tra i militari, oltre alla distruzione della metà dei monumenti ed edifici cittadini. I bombardamenti cessarono il 4 giugno del 1944 con l'ingresso degli americani in Frascati. Il Comune è stato successivamente in larga parte ricostruito.

Per approffondire:

Una fresca giornata di luglio, una luce avvolgente, quasi finta, e la città che si pone come un palcoscenico in cui gli attori si muovono senza sapere di essere osservati e dove quel che resta del centro storico, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si erge a sfondo della scena facendo intravedere il valore di quanto è andato distrutto: Frascati

Intorno al 1820, una signora inglese e sua figlia stavano visitando una galleria in Italia e si fermarono davanti a un busto di George Washington. Dopo un po' che lo guardava, la giovane ragazza si rivolse alla madre chiedendole: «Madre, chi era Washington?». «Ma come, mia cara, non lo sai?», replicò la madre, sbalordita. «Ha scritto Il libro degli schizzi!»: L'orgogliosa scarpinata di Washington Irving da Frascati a Roma

Da qualche anno, precisamente dal 1959 Frascati è diventata anche città della poesia. Difatti proprio da quell'anno un gruppo di amici poeti del calibro di Giorgio Caproni, Alberto Bevilacqua, Alfonso Gatto, Elio Filippo Accrocca, Antonio Seccareccia, Italo Alighiero Chiusano, fondarono un Premio di Poesia (adesso intitolato ad Antonio Seccareccia): Frascati città della poesia

La scrittrice romantica Amantine Aurore Lucile Dupin(1) utilizzò per la prima volta lo pseudonimo George Sand nel 1831 quando uscì il suo primo romanzo Rose et Blanche. "Nous sommes venus nous installer a Frascati le pays est d'une beautè dont aucun récit ne pourra jamais donner l'Idée". In queste righe è forse contenuto il motivo che l'ha spinta a parlare di Frascati e delle sue ville, piuttosto che delle altre ville dei Castelli Romani che aveva visitato nei giorni precedenti al suo arrivo a Frascati.: George Sand

Più di trenta anni fa (era il 1976) una tipografia frascatana diede alle stampe una singolare grammatichetta del dialetto frascatano dal titolo Nui parlemo 'ssosì, rielaborazione della tesi in glottologia di una studentessa svedese: Note di glottologia frascatana