Cineturismo a Grottaferrata

Sogni mostuosamente proibiti (1982)

di Neri Parenti, con Paolo Villaggio, Janet Agren, Camillo Milli. L'eccentrica Villa Colli, oggi centro sportivo, è la location principale del film insieme alla Chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

Palesemente ispirato al film Sogni proibiti (1947) di Norman Z. McLeod con Danny Kaye, è una commedia abbastanza scontata nella trama e nelle gag, che racconta le disavventure del fumettista Paolo Coniglio (Paolo Villaggio), vessato dal suo direttore e dalla dispotica futura suocera (Alida Valli). Per sfuggire alla squallida routine quotidiana, Paolo sogna continuamente ad occhi aperti. Il sogno ricorrente è quello in cui nei panni di un supereroe salva Dalia, la bellissima eroina dei fumetti che ha inventato. Un giorno, mentre fa la spesa al supermercato, Paolo si imbatte in una bellissima ragazza bionda (Janet Agren), identica a Dalia, che lo coinvolge in un giallo tragicomico tra sogno e realtà. Nel cast anche Alessandro Haber nei panni del nevrotico commissario Rovere. Sogni mostruosamente proibiti ci interessa in questa sede per la curiosa location principale che è l'ex Villa Colli, una bizzarra ed eccentrica costruzione realizzata da Claudio Colli, che nel film è trasformata nel fantomatico Gran Hotel Nos Feratu, dove Paolo Coniglio abita con la fidanzata e la futura suocera.

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Il Marchese del Grillo (1981)

di Mario Monicelli, con Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Caroline Berg.

Ambientato a Roma durante la seconda occupazione napoleonica del 1809, il film di Monicelli racconta le avventure del Marchese Onofrio del Grillo (Alberto Sordi), nobile romano alla corte di Pio VII (Paolo Stoppa), che, per sfuggire alla noia e all'ozio della vita di corte, ama frequentare bettole, bische clandestine e giovani popolane. Ma il principale passatempo, per il quale è famoso in tutta la città, è fare scherzi e burle ai danni di nobili e popolani, approffittando del suo potere e della sua impunità di nobile. A Villa Grazioli di Grottaferrata è girata un'esilarante scena del film. L'elegante dimora cardinalizia, trasformata nel Sei e Settecento in una villa principesca dalla famiglia Odescalchi, è utilizzata da Monicelli per ricreare gli ambienti fatiscenti del maniero di campagna abbandonato, dove il Marchese conduce l'amico Blanchard (Marc Porel), capitano delle truppe francesi.

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Guarda una scena del film su YouTube:https://www.youtube.com/watch?v=Z0PyhVgbU3Q

Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=kfTQgGG8-u0

Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=b_svXGDEf6c

 

L'ultima ruota del carro (2013)

di Giovanni Veronesi, con Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis

Basato sulla vera storia di Ernesto Fioretti, autista di diversi personaggi dello spettacolo tra i quali lo stesso Veronesi e Carlo Verdone, è certamente il più ambizioso dei film realizzati dal regista toscano. Attraverso le vicende tragicomiche di Ernesto Marchetti, Veronesi racconta un trentennio di storia italiana, dagli anni '70 ad oggi: dall'omicidio di Aldo Moro al mondiale del 1982, da Tangentopoli alla discesa in campo di Berlusconi, all'attuale crisi economica. Ernesto è un italiano qualunque che, negli anni, è rimasto sempre fedele ai propri ideali, alla famiglia, agli amici, rifuggendo da raccomandazioni e facili scorciatoie. Attorno a lui si muovono diversi personaggi tra i quali spiccano il miglior amico Giacinto (Ricky Memphis), opportunista e voltagabbana, la dolce e comprensiva moglie Angela (Alessandra Mastronardi) e un pittore di successo (Alessandro Haber). Proprio le scene tra Ernesto e l'amico artista sono le più riuscite del film. Alcune scene del film sono girate ai Castelli Romani. Riconosciamo la Chiesa della Casa Santa Rosa delle Suore Francescane di Grottaferrata, dove Ernesto e Angela si sposano, e Villa Mondragone. La bella villa tuscolana, oggi centro congressi, compare in una breve sequenza come la lussuosa residenza di un invisibile pezzo grosso ed è utilizzata anche come la casa di una ricca e altera collezionista d'arte (Dalila di Lazzaro) alla quale Ernesto deve consegnare un grande dipinto del suo amico artista.

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Operazione Paura (1966)

di Mario Bava, con Giacomo Rossi Stuart, Erika Blanc, Fabienne Dali. La splendida villa tuscolana, oggi hotel di lusso, è l'inquietante villa Graps in uno dei più suggestivi thriller gotici del cinema italiano. Amatissimo dal regista, Operazione Paura fu all'epoca un clamoroso flop commerciale. È stato poi negli anni ampiamente rivalutato ed è attualmente considerato come uno dei migliori thriller gotici italiani e uno dei film più personali di Bava, apprezzatissimo oltreoceano, anche da maestri come Martin Scorsese, Tim Burton, Quentin Tarantino, David Lynch e Joe Dante. Il film racconta l'avventura di un giovane medico, il dottor Paul Esway (Giacomo Rossi-Stuart, il padre di Kim), che, giunto in uno sperduto paesino di campagna per eseguire un'autopsia sul cadavere di una ragazza morta in circostanze misteriose, si trova suo malgrado ad indagare su una terribile maledizione che incombe sugli abitanti del posto: la maledizione di villa Graps. A differenza di altre opere di Bava dove la suspense viene mantenuta anche ricorrendo a scene violente e sanguinose, qui, a parte la sequenza iniziale, la tensione deriva soprattutto dall'atmosfera onirica e allucinatoria che percorre il film, enfatizzata dalla superba colonna sonora di Carlo Rustichelli (straordinario l'uso del carillon e le cantilene ossessive e sinistre). Memorabile è la creazione del personaggio di Melissa Graps, l'inquietante bambina-fantasma che entra improvvisamente in scena facendo rimbalzare una palla bianca. Girato con il solito budget risibile in quattro settimane con esterni nelle suggestive località di Calcata, Cori e Falerii Novi, il film ha come set principale Villa Grazioli a Grottaferrata. La prestigiosa dimora cardinalizia del XVI secolo, trasformata nel Sei e Settecento in una villa principesca dalla famiglia Odescalchi, è utilizzata da Bava per ricreare gli ambienti tetri e fatiscenti di Villa Graps.

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Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=HEDRx-H6GQ4 

Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=2EEQ-K2E53I  

 

Il bosco fuori (2006)

di Gabriele Albanesi, con Daniela virgilio, Daniele Grassetti, Gennaro Diana. 

Grottaferrata, i boschi di Tuscolo e una bella villa di Castel Gandolfo sono gli inquietanti scenari di un horror sanguinolento ed efferatissimo, opera prima di un giovane regista romano. Lungometraggio d'esordio di Gabriele Albanesi (classe 1978), Il bosco fuori è un horror-splatter iperrealista e violento, assolutamente anomalo nel panorama cinematografico italiano degli ultimi anni. Prodotto in maniera indipendente con budget ridotto, il film è stato girato in digitale con un cast ricco di attori esordienti. Il racconto. Giovane coppia in crisi, appartata nella propria auto, viene aggredita da tre teppisti che cercano di violentare la ragazza. In loro soccorso interviene un'altra coppia. Il marito di lei, dopo aver messo in fuga gli assalitori, invita i due giovani nella loro villa. È l'inizio di un incubo ancora peggiore... Tutta la prima parte del film è girata per le strade di Grottaferrata. Le sequenze nel bosco invece sono riprese sulla strada che da Grottaferrata sale verso Tuscolo. L'inquietante villa "degli orrori" si trova invece a Castel Gandolfo. Si tratta di villa Rio Verde, in via di Montecrescenzio 27, utilizzata soprattutto per ricevimenti e matrimoni.

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Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=gD2-i2cBmdA

 

Intervista (1987)

di Federico Fellini, con Federico Fellini, Sergio Rubini, Paolo Liguori.

Scenario di molte pellicole del regista, i Castelli Romani erano anche tra i luoghi più amati e frequentati da Fellini: qui la bella villa genzanese di Anita Ekberg è il set della sequenza più struggente del film. Testamento spirituale e insieme riflessione sul mondo dello spettacolo e sul mestiere di regista, Intervista ci racconta il Fellini più intimo e segreto. Il pretesto di questo insolito e personalissimo viaggio autobiografico è offerto da un'intervista immaginaria rilasciata ad una tv giapponese, che offre al regista l'occasione di rievocare alcune tappe della sua vita di uomo e cineasta: da quando, provinciale timido e impacciato, arrivò a Cinecittà (Fellini ventenne è interpretato da Sergio Rubini alle prime armi), al successo de La dolce vita, ai problemi quotidiani del set cinematografico, in un gioco continuo di rimandi tra realtà e finzione, presente e passato, sincerità e menzogna. Il film ci parla poi, ancora una volta, dei forti legami del regista con i Castelli Romani. I Castelli Romani erano uno dei luoghi più amati dal regista. Quando il maestro girava a Cinecittà, rappresentavano un vicino e piacevolissimo rifugio dallo stress del set. In particolare Fellini e la moglie erano di casa all'Osteria del Fico Vecchio, storico locale di Grottaferrata.

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Guarda una scena su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=6ppNNfhIUmQ

Guarda una scena su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=IPK3ewA8wVk

Guarda una scena su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=qO509le4GII

 

Una vita difficile (1961)

di Dino Risi, con Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari.

La magnifica piscina di Villa Fiorio, attuale Grand Hotel Villa Fiorio, ed i suoi lussuosi saloni fanno da cornice a due importanti sequenze del capolavoro di Dino Risi. Capolavoro di Dino Risi, Una vita difficile è uno dei film italiani più significativi degli anni Sessanta. Attraverso le vicende tragicomiche di Silvio Magnozzi, giornalista di sinistra, ex partigiano, interpretato da un indimenticabile Alberto Sordi, il film di Risi, sceneggiato magnificamente da Rodolfo Sonego, ripercorre con sagacia vent'anni emblematici di storia nazionale: la guerra partigiana, l'arrivo degli alleati, il referendum Monarchia-Repubblica, le elezioni del 1948, l'attentato a Togliatti, il boom economico. Le speranze, le illusioni, le lotte e le contraddizioni del dopoguerra sono infatti lo sfondo in cui si inserisce la vicenda umana e professionale di Silvio Magnozzi, tra i personaggi più atipici del catalogo del grande attore romano. Magnozzi, infatti, non è una delle tante variazioni del personaggio vigliacco e qualunquista, gretto e opportunista, di quell'"italiano medio" che Sordi ha mirabilmente tratteggiato nelle più svariate sfumature. Magnozzi è un eroe, certamente "all'italiana", pieno quindi di debolezze e contraddizioni, ma pur sempre un eroe, un uomo idealista e integerrimo che paga in prima persona la sua coerenza politica e morale, prima con il carcere, poi con la miseria e l'abbandono della moglie (Lea Massari). Il film conta due importanti sequenze girate a Villa Fiorio di Grottaferrata. La splendida residenza castellana, oggi Grand Hotel Villa Fiorio, realizzata all'inizio del '900 e convertita già negli anni '50 in hotel e ristorante di lusso, nel film è la splendida dimora dell'arrogante e spregiudicato commendator Bracci (Claudio Gora, che curiosamente abitava in via della Cipriana, proprio a ridosso del Grand Hotel), imprenditore simbolo, con il suo impero editoriale e l'ampio giro di conoscenze altolocate, della corruzione e del malaffare della nuova società del "benessere".

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Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=CaVXzo6jrYQ

Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=uUIU_j_pLD0

Guarda una scena del film su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=5Q_LOK16WGA