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	<title>Consigli &#8211; Visit Castelli Romani &#8211; La guida ufficiale ai Castelli Romani</title>
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		<title>La maza di Lanuvio</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 11:57:56 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.casaledellamandria.it/" target="_blank" rel="noopener">La si può gustare presso il Casale della Mandria a Lanuvio.</a></p>
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		<title>Salsa Balsamica di uva</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/salsa-balsamica-di-uva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 11:53:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="400" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/salsa-balsamica-uva.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/salsa-balsamica-uva.jpg 670w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/salsa-balsamica-uva-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><p>la salsa del dio Vulcano.</p>
<p>Non vi è nulla che solletichi così voluttuosamente l&#8217;appetito quanto il profumo di questa salsa saporita, che va ad accarezzare la mente preparandola al piacere.</p>
<p>La prelibatezza decantata da Virgilio nelle Georgiche, che affidava al dio Vulcano l&#8217;operazione di addensamento del succo di mosto, da cui avrebbe plasmato la squisita salsa, oggi gioiello dell&#8217;enogastronomia di <em>Genzano di Roma</em>.</p>
<p>Oltre a vantare un antenato di tutto rispetto come la &#8220;<em>sapa</em>&#8221; o <em>&#8220;defrutum</em>&#8221; dell&#8217;antica Roma, questo ghiotto nettare è ottenuto nientemeno che dalla lavorazione delle tre eccellenze di vitigni locali, le pregiate uve di Malvasia Puntinata, Malvasia di Candia e Trebbiano Toscano. Raccolte manualmente le uve tra la fine di Settembre e per tutto il mese di Ottobre, ne segue la spremitura, anch&#8217;essa manuale, e la separazione tra il mosto, le bucce e gli acini. Il mosto, non ancora fermentato, viene cotto in recipienti di rame o di acciaio, a fuoco lento, in un modo molto simile a quello descritto da Virgilio nelle Georgiche. In questa fase infatti, cotto ad una temperatura che non supera mai gli 80°C, il mosto viene continuamente mescolato e contemporaneamente arricchito di pepe nero, rosmarino e zucchero, aromi naturali che ne impreziosiscono il sapore di piacevoli note speziate e agrodolci.</p>
<p>Lasciato ad affinarsi per un mese in recipienti d&#8217;acciaio, il mosto è successivamente sottoposto ad un secondo affinamento in botti di legno per due mesi almeno, durante i quali incrementa l&#8217;intensità e la pienezza degli aromi, sviluppandone ulteriori equilibrate sfumature. Il profumo fresco, il gusto dolce e persistente con leggere evoluzioni acetiche, fanno di questa salsa dalla consistenza sciropposa un ottimo condimento, e grazie al suo alto contenuto di zuccheri, un accostamento interessante da provare anche su frutta e gelato. Per i turisti abituati alle comuni salse all&#8217;aceto balsamico, sarà una sorpresa scoprire questa salsa originale dal sapore unico, complesso e vivace.</p>
<p>La salsa di uva è riconosciuta come un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), marchio di tutela istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.</p>
<p>© Paola Bartoloni</p>
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		<title>Frascati Superiore DOCG</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/frascati-superiore-docg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 11:10:00 +0000</pubDate>
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<h1 class="entry-title"><span style="color: #444444; font-size: 15px;">Una storia di eccellenza.</span></h1>
</header>
<div class="entry-content">
<p>Giunto dalla terra “degli dèi e degli eroi”, è il vino che sorso dopo sorso, eleva l’anima e allontana le inquietudini dal cuore dell’uomo.</p>
<p>Amato e decantato nei secoli, il vino Frascati Superiore DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), dalla tipica anima mediterranea e vulcanica come il terreno da cui proviene, ha origini antichissime. Se il nome attuale deriva dalle cosiddette “frasche”, i rami che gli osti appendevano fuori dalla porta dei loro locali per indicare la disponibilità del vino in osteria, poi diventati “fraschette”, le speciali viti da cui è prodotto arriverebbero direttamente dalla Grecia antica. Secondo la leggenda fu infatti Telegono, figlio di Ulisse e Circe, a portarle con sé nel lungo viaggio verso le terre italiche, che si concluse con la fondazione di <em>Tuscolo</em>, (oggi Parco Archeologico comprendente i Comuni di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata), da parte dell’eroe e la piantagione su questi terreni di quell’uva calda e prodigiosa.</p>
<p>Il suo nome, simbolo nei secoli di eleganza e di prestigio e squisita sintesi di tradizione e modernità, rappresenta tuttora una solida garanzia di eccellenza per gli intenditori. Nobili e signori di ogni epoca ne hanno infatti preservate intatte nel tempo le caratteristiche , facendone ogni volta un innovativo precursore delle migliori tecniche produttive. E se già nel II secolo a.C. Marco Porcio Catone, riferiva nel <em>De Agricoltura</em> di come la vite fosse coltivata sulle pendici del<em> Monte Tuscolo</em> da tempo immemorabile, e fissava le prime norme sulla sua vinificazione, nel VI secolo d.C. <em>Anicio Tertullo</em>, l’allora signore di <em>Tusculum</em>, creò un nuovo impianto per la crescita delle viti sostituendo l’olmo, dove solitamente si faceva ramificare la pianta, con un palo, detto “passone”, anticipando in questo modo i metodi di viticoltura moderni. Un vino paglierino un passo sempre avanti agli altri, suadente con i suoi intensi profumi floreali, dal sapore ricco e sapido, accompagnato da un retrogusto morbido e vellutato valorizzato grazie alla pressatura soffice delle uve, e l’accurata selezione delle differenti frazioni di mosto. Oggi tutta la sua evoluzione è degustabile nella versione Riserva: ricavata dalle uve di vecchi vigneti, alle quali, per mantenerne intatti i profumi vengono aggiunti gli ultimi acini della vendemmia tardiva del mosto. Il vino viene poi affinato in grotte di tufo per regalare al palato il sapore di un carattere unico e sorprendente, un gusto pieno dall’intrigante spettro aromatico, fragrante e fruttato, seguito da un lungo e coinvolgente finale. Prodotto nei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone e Montecompatri, è tutelato gelosamente dal <a href="https://www.facebook.com/consorziovinifrascati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Denominazione Vini Frascati.</strong></a></p>
<p>©  Paola Bartoloni</p>
</div>
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		<title>Vino Monte Compatri – Colonna DOP</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/monte-compatri-colonna-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 10:58:54 +0000</pubDate>
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<h1 class="entry-title"><span style="color: #444444; font-size: 15px;">Un viaggio nella tradizione.</span></h1>
</header>
<div class="entry-content">
<p>Un bianco superbo, specchio di un territorio e di una tradizione che da millenni regala al mondo uno dei più eccelsi piaceri della vita. Tutto, nell’assaggio, manifesta l’unicità e l’incredibile qualità di questo vino. Profumo delicato ed elegante, il preludio di un sapore armonico e caratteristico che fin dall’epoca dei georgici latini, distingue il vino Monte Compatri – Colonna da ogni altro.</p>
<p>I suoi vigneti sono collocati nella zona vulcanica dei Castelli Romani caratterizzata da una maggiore piovosità, rispetto alle zone limitrofe, e non superano mai i 480 metri di altitudine sul livello del mare, assicurando così alle uve proprietà organolettiche uniche. Queste speciali prerogative sono legate ed esaltate da una tradizione per la viticoltura antichissima quanto rinomata nei comuni di Monte Compatri, Colonna e Rocca Priora, zone di produzione di questo vino paglierino, come testimoniato nelle “Memorie Colonnesi” (1855), dallo storico ed erudito abate Antonio Coppi.</p>
<p>Una tradizione che oggi non perde la sua continuità con il passato, avvalendosi ancora delle antiche tecniche produttive, grazie alle quali hanno origine anche le tipologie frizzante e superiore. Il Monte Compatri – Colonna è celebrato ogni anno in occasione della Sagra dell’Uva di Colonna, l’ultima domenica di settembre, in cui si può assaporare tutto il gusto di questo vino straordinario.</p>
<p>*Segnaliamo che alcune aziende vinicole utilizzano tuttora la vecchia denominazione DOC sulle proprie bottiglie.</p>
<p>© Paola Bartoloni</p>
</div>
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		<title>Frascati DOP</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/frascati-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 10:52:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="683" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-683x1024.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-683x1024.jpg 683w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-200x300.jpg 200w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-768x1152.jpg 768w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-1024x1536.jpg 1024w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-1365x2048.jpg 1365w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-1200x1800.jpg 1200w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-720x1080.jpg 720w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/02/Itinerari_Vigna_VC-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><p>il vino bianco dei Papi.</p>
<p>Dal cardinale Scipione Borghese a papa Paolo III: per secoli il vino più amato dalla curia romana.<br />
Secondo Sante Lacerio, bottigliere personale di Papa Giulio II, (XVI sec.), non vi era vino migliore di quello prodotto nel &#8220;Tusculum&#8221;, l&#8217;attuale zona di Frascati.</p>
<p>La sublimità di questo vino deriva dalla selezione di meravigliosi grappoli di uva Malvasia puntinata, tipica del Lazio, assieme ad altre uve locali a bacca bianca, dalle qualità esclusive legate alle proprietà del territorio.<br />
Un coinvolgente sentore di sambuco invita ad assaggiare questo vino paglierino, finché il suo inebriante aroma avvolge e seduce il palato in un abbraccio fresco e delicatamente sapido.</p>
<p>Nella tipologia &#8220;Cannellino&#8221; accentua tutta la sua personalità di vino amabile, la cui ricchezza di dolci sensazioni è amplificata da un soffice sentore di miele, e dalla soave evoluzione di morbidezza gustativa; insieme al celebre Frascati Superiore, rientrano nella peculiare denominazione<strong> DOCG</strong> (Denominazione di Origine Geografica e Garantita).<br />
Altrettanto interessante è lo spumante prodotto a partire da questo ottimo vino: gradevole e persistente, testimonia la vivacità con cui il Frascati <strong>DOP</strong> (Denominazione Origine Protetta), ha saputo riaffermarsi nel corso dei secoli, tenendo sempre fede e conservando la sua antica tradizione.</p>
<p>Una tradizione che a Frascati tengono viva ancora oggi con orgoglio, tutelata dal Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati Doc &#8211; Docg.</p>
<p>©  Paola Bartoloni</p>
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