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	<title>Da vedere &#8211; Visit Castelli Romani &#8211; La guida ufficiale ai Castelli Romani</title>
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		<title>Emissario</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/emissario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 09:28:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="682" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/emissario-lago-di-nemi-1.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" />L&#8217;emissario collega il bacino lacustre nemorense con Vallericcia, dove si trovava un tempo un piccolo specchio d’acqua. L’opera è stata realizzata durante il VI secolo a.C. dalla popolazione latina che abitava la zona ed aveva lo scopo, insieme alle numerose gallerie drenanti che percorrono la vallata, di regolare l’afflusso dell’acqua. &#160; L&#8217;associazione Sotterranei di Roma organizza tour privati e corsi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="682" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/emissario-lago-di-nemi-1.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" /><p>L&#8217;emissario collega il bacino lacustre nemorense con Vallericcia, dove si trovava un tempo un piccolo specchio d’acqua. L’opera è stata realizzata durante il VI secolo a.C. dalla popolazione latina che abitava la zona ed aveva lo scopo, insieme alle numerose gallerie drenanti che percorrono la vallata, di regolare l’afflusso dell’acqua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.sotterraneidiroma.it/chi-siamo.php" target="_blank" rel="noopener">associazione Sotterranei di Roma</a> organizza tour privati e corsi di Introduzione alla Speleo Archeologia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terrazza, Belvedere, e molto altro&#8230;</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/terrazza-belvedere-e-molto-altro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 10:50:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/terrazza-innamorati.jpeg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" />Terrazza degli Innamorati La mitologia relativa alla valle del lago di Nemi racconta dell’amore tra Diana e Virbio, e quindi tra Numa Pompilio e la Ninfa Egeria, in onore dei quali questa terrazza è stata denominata “degli innamorati”. Da qui si può ammirare una splendida vista sul bacino lacustre e sul Museo delle Navi Romane ed il Santuario di Diana &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/terrazza-innamorati.jpeg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p><strong>Terrazza degli Innamorati</strong></p>
<p>La mitologia relativa alla valle del lago di Nemi racconta dell’amore tra Diana e Virbio, e quindi tra Numa Pompilio e la Ninfa Egeria, in onore dei quali questa terrazza è stata denominata “degli innamorati”.</p>
<p>Da qui si può ammirare una splendida vista sul bacino lacustre e sul Museo delle Navi Romane ed il Santuario di Diana Nemorense.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/terrazza1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22807" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/terrazza1.png" alt="" width="420" height="337" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Belvedere Ceyrat</strong></p>
<p>Il Belvedere Ceyrat si trova nel punto più alto del paese.</p>
<p>Il suo nome deriva dalla località francese dell’Auvergne con la quale Nemi è gemellata dal 1989.</p>
<p>La vista si allarga dai tetti di Nemi, al lago vulcanico ed al mare e in estate si può ammirare da qui il fenomeno detto delle “tre lune”: la luna si rispecchia dal cielo nel mare e nel lago.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/belvedere.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22814" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/belvedere.jpg" alt="" width="528" height="377" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Municipio</strong></p>
<p>Il palazzo all’interno del quale si trovano gli uffici comunali risale alla prima metà del ‘700, quando ospitava un convento di suore. Al di sopra del portone di ingresso si trova murata una piccola testa, probabilmente appartenente ad una statua di fauno, forse proveniente dall’area archeologica del santuario di Diana.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/municipio-nemi.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-22888" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/municipio-nemi.jpeg" alt="" width="513" height="385" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Largo Intepè</strong></p>
<p>Il largo Intepé è dedicato al gemellaggio nato nel 2003 tra Nemi e la Turchia, inizialmente con la cittadina di Intepé/Erenköy e poi con quella di Bozcaada. Da qui si può ammirare il meraviglioso panorama che dalla valle del lago arriva fino al mare.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/largo-intepe.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-22874" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/largo-intepe.png" alt="" width="366" height="262" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mano dei Desideri</strong></p>
<p>Il 14 febbraio 2020 viene inaugurata in piazza Umberto I a Nemi l’opera bronzea dell’artista Marco Manzo dal titolo “La mano dei desideri”.</p>
<p>Si tratta di una scultura raffigurante due mani ricoperte di tatuaggi, una delle quali reca una fragola, simbolo per eccellenza del territorio e richiamo al mito di Venere, la quale mescolando le sue lacrime al sangue di Adone avrebbe generato piccoli cuori carnosi. Alla storia nemorense rimanda anche la freccia dell’arco di Diana.</p>
<p>Sull’altra mano ogni visitatore potrà poggiare la testa ed esprimere un desiderio.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/manodesider.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22821" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/manodesider.jpg" alt="" width="345" height="306" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Panchina Rossa</strong></p>
<p>La panchina rossa collocata all’angolo di piazza del Crocifisso è un’opera dell’artista di fama internazionale Marco Manzo. È stata inaugurata il 24 novembre 2021 ed è dedicata alla giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/panchinarossa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22828" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/panchinarossa.jpg" alt="" width="483" height="355" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pullarella</strong></p>
<p>Qui si conserva quello che resta dell’originario borgo medioevale, accessibile un tempo soltanto dall’ingresso del castello. Tale denominazione deriva, secondo alcuni, dal fatto che il Palazzo simboleggiava la chioccia e le case retrostanti i pulcini.</p>
<p>Secondo altri la presenza di galline e quindi di una “pulla” ne sarebbe invece all’origine. La conformazione attuale del luogo, che si presenta caratterizzato da vicoli stretti ed abitazioni a più piani, richiama quella originaria, che è rimasta pressoché inalterata.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/pularella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22842" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/pularella.jpg" alt="" width="586" height="236" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Arcu da pete</strong></p>
<p>All’estremità del paese che guarda verso il lago si trova il cosiddetto “arcu da pete”, un arco in muratura del quale non si ha una esatta datazione. L’arco compare in numerose stampe antiche e costituiva sicuramente un portale d’ingresso al borgo fortificato.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/arcu.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-22881" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/arcu.png" alt="" width="391" height="310" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Romitorio di San Michele</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/romitorio-di-san-michele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 10:43:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="480" height="323" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/romitorio.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />La prima fonte che ne parla si data al XII secolo, ed a partire da quella data diviene un luogo di culto sempre più importante per la comunità locale. La sua decadenza inizia nel XVIII secolo, fino a quando viene abbandonato e trasformato alla fine dell’‘800 in luogo di rimessa di attrezzi ed animali. È possibile ammirare all’interno ciò che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="480" height="323" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/romitorio.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p>La prima fonte che ne parla si data al XII secolo, ed a partire da quella data diviene un luogo di culto sempre più importante per la comunità locale.</p>
<p>La sua decadenza inizia nel XVIII secolo, fino a quando viene abbandonato e trasformato alla fine dell’‘800 in luogo di rimessa di attrezzi ed animali.</p>
<p>È possibile ammirare all’interno ciò che resta degli affreschi che ne adornavano le pareti, raffiguranti vari santi ed una suggestiva rappresentazione del borgo di Nemi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fontane e Statue</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/fontane-e-statue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 10:26:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontana-dea-diana.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />Fontana della dea Diana La fontana, opera dello scultore Luciano Mastrolorenzi, si trova in Piazza Roma ed è stata inaugurata il 30 Gennaio del 2000. L’artista per la sua realizzazione ha utilizzato diversi materiali: il bronzo per la statua, la trachite per la fontana, il travertino per le colonne, il ferro per le ringhiere, l’ottone per i pomi e l’argento &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontana-dea-diana.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p><strong>Fontana della dea Diana</strong></p>
<p>La fontana, opera dello scultore Luciano Mastrolorenzi, si trova in Piazza Roma ed è stata inaugurata il 30 Gennaio del 2000.</p>
<p>L’artista per la sua realizzazione ha utilizzato diversi materiali: il bronzo per la statua, la trachite per la fontana, il travertino per le colonne, il ferro per le ringhiere, l’ottone per i pomi e l’argento per gli occhi.</p>
<p>L’opera è dedicata a <em>Diana Nemorensis</em>, la dea venerata in un monumentale santuario su terrazze nella valle del lago.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fontana dei Leoni</strong></p>
<p>La fontana dei Leoni, che deriva la sua denominazione dalla caratteristica forma delle due bocche da cui fuoriesce l’acqua, venne realizzata nel 1951 dove già arrivava una vena sorgiva proveniente dall’Algido, come recita una iscrizione commemorativa, incisa su marmo e scritta in latino.</p>
<p>La decorazione in bronzo è stata eseguita da Luciano Mastrolorenzi e ne ha sostituita una precedente, in peperino, che aveva la stessa iconografia e si ispirava alla decorazione metallica della parte terminale delle travi delle navi di Caligola, oggi in parte conservata presso il Museo Nazionale Romano, e recante animali di vario genere che digrignano denti aventi una funzione apotropaica.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontana-leoni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22748" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontana-leoni.jpg" alt="" width="431" height="287" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fontana della Medusa</strong></p>
<p>Opera dell’artista Mastrolorenzi, eseguita nel 2008. Prende ispirazione dalla decorazione bronzea della parte terminale delle travi delle due navi realizzate dall’imperatore Caligola, rinvenute sui fondali del lago nemorense trai 1928 ed il 1932.</p>
<p>L’iscrizione che si trova sotto la testa è in caratteri runici e rimanda alle antiche origini di Nemi ed alla sua storia ricca di racconti mitologici.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontana-medusa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-22755" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontana-medusa.jpg" alt="" width="304" height="405" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fontanili</strong></p>
<p>Nella parte alta del borgo di Nemi si trovano due fontanili, uno in prossimità di piazza Risorgimento ed uno nel rione Coste, che venivano utilizzati fino alla metà del XX secolo dalle donne del luogo per lavare i panni. Svolgevano tra le altre l’importante funzione di luogo di incontro, dove ci si ritrovava al ritorno dal duro lavoro nei campi.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontanili.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22762" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/fontanili.png" alt="" width="329" height="294" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Statua di Caligola</strong></p>
<p>Situata all’angolo tra il corso e Piazza Umberto I, l’erma in bronzo raffigurante Caligola è un’opera dello scultore Luciano Mastrolorenzi dedicata all’imperatore, nato ad Anzio il 31 agosto del 12 d.C. La storia dell’imperatore è strettamente legata al luogo, in quanto fece costruire due sontuose imbarcazioni sulla riva settentrionale del bacino lacustre: una svolgeva la funzione di palazzo galleggiante, l’altra di tempio dedicato alla dea egizia Iside.</p>
<p>Per conservarle fu inaugurato nl 1936 un Museo, situato a breve distanza dal luogo del rinvenimento dall’architetto Vittorio Morpurgo, colpito nel 1944 da un incendio doloso ma ora aperto al pubblico grazie ad una esemplare opera di restauro.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/statua-caligola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22769" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/statua-caligola.jpg" alt="" width="277" height="418" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Statua della Grande Madre Terra</strong></p>
<p>Opera dell’artista Mastrolorenzi, eseguita nel 2008. Prende ispirazione dalla decorazione bronzea della parte terminale delle travi delle due navi realizzate dall’imperatore Caligola, rinvenute sui fondali del lago nemorense trai 1928 ed il 1932.</p>
<p>L’iscrizione che si trova sotto la testa è in caratteri runici e rimanda alle antiche origini di Nemi ed alla sua storia ricca di racconti mitologici.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/statua-madre-terra.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-22776" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/statua-madre-terra.jpg" alt="" width="581" height="387" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Monumento all&#8217;Umanità Sofferente</strong></p>
<p>L’opera è stata realizzata dall’artista tedesca Ursa von Leinster nel 1970. La statua raffigura un uomo di spalle, con il volto rivolto all’indietro ed è addossata alla parete rocciosa. Affianca l’immagine una targa che reca la frase del Vangelo di Giovanni “Voi al mondo avete tribolazioni ma, coraggio, io ho vinto il mondo”.</p>
<p><a href="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/Monumento-Umanita-Sofferente.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22791" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/Monumento-Umanita-Sofferente.png" alt="" width="239" height="305" /></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Museo del Vino di Monte Porzio Catone</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/museo-del-vino-di-monte-porzio-terra-di-catone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 09:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/museo-del-vino.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />La stazione faceva parte del tragitto della ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, e fu inaugurata nel 1916 per poi essere dimessa nel 1944. Il museo, diviso in aree tematiche, illustra i diversi processi della filiera vitivinicola: dalla coltivazione della vite alla raccolta, dalla trasformazione dell&#8217;uva all&#8217;imbottigliamento, dall&#8217;affinamento del vino nelle botti fino al suo trasporto. Non manca uno sguardo alle terre e le &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2023/12/museo-del-vino.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p>La stazione faceva parte del tragitto della ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, e fu inaugurata nel 1916 per poi essere dimessa nel 1944.<br />
Il museo, diviso in <strong>aree tematiche</strong>, illustra i diversi processi della filiera vitivinicola: dalla coltivazione della vite alla raccolta, dalla trasformazione dell&#8217;uva all&#8217;imbottigliamento, dall&#8217;affinamento del vino nelle botti fino al suo trasporto.<br />
Non manca uno sguardo alle terre e le uve che contribuiscono a produrre le etichette dell&#8217;eccellenza del territorio.</p>
<p>Un Museo nuovo, completamente <strong>ristrutturato</strong>, dove ritrovare la <strong>cultura enologica</strong> del nostro territorio, attraverso esperienze immersive, visite guidate, reperti.<br />
All&#8217;ingresso della struttura troverete l&#8217;<strong>enoteca/caffetteria</strong> che vi accoglierà con una attenta selezione di vini, con degustazioni e incontri. Uno spazio che ospiterà corsi di avvicinamento al vino, <strong>percorsi di formazione e laboratori</strong>, per sviluppare una costruzione di senso nel nostro territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mostra archeologica</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/mostra-archeologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 08:28:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1024" height="768" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Mostra-archeologica-Lariano.jpeg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />CHIUSO TEMPORANEAMENTE. E&#8217; una mostra che permette di seguire lo sviluppo dell’occupazione umana nel territorio, dalla preistoria sino all’epoca contemporanea. Saranno esposte le testimonianze più significative provenienti da Lariano, grazie allo studio e alla selezione dei materiali che sono custoditi in un deposito della Soprintendenza presente nella stessa struttura. I reperti derivano in gran parte da raccolte di superficie e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="768" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Mostra-archeologica-Lariano.jpeg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHIUSO TEMPORANEAMENTE.</strong></span></p>
<p>E&#8217; una mostra che permette di seguire lo sviluppo dell’occupazione umana nel territorio, dalla preistoria sino all’epoca contemporanea. Saranno esposte le testimonianze più significative provenienti da Lariano, grazie allo studio e alla selezione dei materiali che sono custoditi in un deposito della Soprintendenza presente nella stessa struttura. I reperti derivano in gran parte da raccolte di superficie e scavi di emergenza eseguiti negli ultimi decenni dalla Soprintendenza, in collaborazione con il Gruppo archeologico locale, ma sono presenti anche manufatti provenienti da donazioni e rinvenimenti fortuiti.</p>
<p>Fanno parte dei materiali in mostra diversi strumenti di pietra di epoca preistorica, numerose testimonianze dell’età del Ferro, reperti di età arcaica e di epoca romana repubblicana ed imperiale, tra i quali decorazioni architettoniche e alcuni frammenti di sculture marmoree, tra i quali spiccano una testa femminile ed una virile. Completa la mostra una sezione sull’epoca medievale, rappresentata da frammenti ceramici e reperti scultorei provenienti dal castello del Maschio d’Ariano, unitamente ad una raccolta di oggetti di epoca moderna e contemporanea.</p>
<p>Con particolare soddisfazione dell’amministrazione comunale, per la mostra è stato concesso in prestito dal Museo delle Navi Romane di Nemi anche l’importante corredo principesco della tomba di Colle Mozzo. Scoperta da alcuni membri del gruppo archeologico locale e indagata dalla Soprintendenza nel 1990, la tomba apparteneva ad un aristocratico latino del VII sec. a.C.</p>
<p>Tra i materiali in mostra si segnalano alcuni oggetti che sono dei veri e propri “primati” per la storia di Lariano: vi sono alcuni reperti votivi risalenti all’età del Ferro, che rappresentano la più antica testimonianza di un luogo di culto nell’area larianese, mentre tra i materiali della tomba di Colle Mozzo, è presente una lancia in ferro che conserva un’impronta di tessuto, rimasta impressa nell’ossidazione metallica. Si tratta di un oggetto di particolare rilievo, che costituisce la prima attestazione di un manufatto tessile nota nei Castelli romani.</p>
<p>Altro elemento di rilievo è il catalogo della mostra, che raccoglie dati e notizie già sinteticamente espressi nella pannellistica che correda le vetrine espositive e che propone diverse schede di approfondimento redatte da studiosi e specialisti di vari settori dell’archeologia.</p>
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		<title>La Fontana degli scogli</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/la-fontana-degli-scogli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 10:18:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Scogli.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="lanuvio fontana scogli" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />Alcuni studiosi ritengono che il Fontana, essendo allievo e collaboratore del Bernini, si sia ispirato per creare la scogliera della Fontana degli Scogli alla Fontana dei Fiumi di Piazza Navona. Ma forse è più probabile che Carlo Fontana, per la costruzione del monumento, si sia ispirato al mito pagano, tramandatoci da Properzio ed Eliano, che ci narra della presenza di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Scogli.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="lanuvio fontana scogli" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p>Alcuni studiosi ritengono che il Fontana, essendo allievo e collaboratore del Bernini, si sia ispirato per creare la scogliera della Fontana degli Scogli alla Fontana dei Fiumi di Piazza Navona.</p>
<p>Ma forse è più probabile che Carlo Fontana, per la costruzione del monumento, si sia ispirato al mito pagano, tramandatoci da Properzio ed Eliano, che ci narra della presenza di un antro dove era custodito il serpente sacro a Giunone Sospita.</p>
<p>Infatti in origine la Fontana degli Scogli mostrava due enormi serpenti che erano scolpiti ai due lati della scogliera.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chiesa della Santissima Annunziata</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/chiesa-della-santissima-annunziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="242" height="243" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Annunziata-3.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />Il portale è abbellito dalle colonne tuscaniche, da due lesene per lato che introducono ad una nicchia. Nell&#8217;ordine superiore, sopra la trabeazione, spicca una finestra rettangolare ornata da lesene e paraste che racchiudono una nicchia con decorazioni a forma di conchiglia. L&#8217;interno è a navata unica, con due altari laterali e tre nicchie per parte. Ricordiamo la volta, attribuita a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="242" height="243" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Annunziata-3.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p>Il portale è abbellito dalle colonne tuscaniche, da due lesene per lato che introducono ad una nicchia. Nell&#8217;ordine superiore, sopra la trabeazione, spicca una finestra rettangolare ornata da lesene e paraste che racchiudono una nicchia con decorazioni a forma di conchiglia.</p>
<p>L&#8217;interno è a navata unica, con due altari laterali e tre nicchie per parte.</p>
<p>Ricordiamo la volta, attribuita a Girolamo Siciolante detto il Sermoneta, ed il dipinto dell&#8217;altare maggiore raffigurante L&#8217;Annunciazione, in stile tardomanierista, databile intorno alla fine del &#8216;500 inizio del &#8216;600.</p>
<p>Dal 1611 fino al 1810 la chiesa è stata gestita dai Padri Agostiniani – Congregazione di Genova; della storia precedente non si hanno notizie certe, si sa solo con certezza che è stata menzionata nella &#8220;Relazione ad limina&#8221; del 1569 redatta dal vescovo di Albano, e che era annessa ad un piccolo hospitale, ossia un ricovero per pellegrini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palazzo Vescovile</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/palazzo-vescovile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 13:18:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="192" height="187" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Palazzo-Vescovile_OK.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" />Nel 1471 venne donato ai Vescovi titolari della Diocesi Suburbicaria di Frascati dal Pontefice Paolo III Farnese, ma ufficialmente la concessione venne registrata solo nel &#8216;700 quando iniziarono i restauri diretti dal Cardinale duca di York. In quegli anni Taddeo Kuntz si occupò delle decorazioni interne del Palazzo. Il massiccio edificio rettangolare, costruito nella locale pietra sperone, è caratterizzato da &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="192" height="187" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2021/09/Palazzo-Vescovile_OK.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" /><p>Nel 1471 venne donato ai Vescovi titolari della Diocesi Suburbicaria di Frascati dal Pontefice Paolo III Farnese, ma ufficialmente la concessione venne registrata solo nel &#8216;700 quando iniziarono i restauri diretti dal Cardinale duca di York. In quegli anni Taddeo Kuntz si occupò delle decorazioni interne del Palazzo.<br />
Il massiccio edificio rettangolare, costruito nella locale pietra sperone, è caratterizzato da due torri quadrate ed una circolare. All&#8217;interno un porticato sorretto da pilastri, delimita un cortile centrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Piazza di Corte (Piazza della Repubblica)</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/guida/piazza-di-corte-piazza-della-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 09:50:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="870" height="350" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="Piazza di Corte e facciata della Collegiata dell&#039;Assunta ad Ariccia" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870.jpg 870w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870-300x121.jpg 300w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870-768x309.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" />Il riassetto urbanistico voluto da Papa Alessandro VII Chigi, modellò Ariccia negli anni a cavallo fra 1600 e 1700, donandole l&#8217;immagine che ancora oggi ci offre. Gli autori di questa completa trasformazione furono Gian Lorenzo Bernini con i suoi collaboratori (Carlo Fontana, Mattia de Rossi, Luigi Bernini, Giovan Battista Contini): oltre a creare il superbo complesso architettonico della Piazza di Corte, riprogettarono &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="870" height="350" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="Piazza di Corte e facciata della Collegiata dell&#039;Assunta ad Ariccia" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870.jpg 870w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870-300x121.jpg 300w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/01/Ariccia-Collegiata-dellAssunta-e-Piazza-di-Corte-870-768x309.jpg 768w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /><p>Il riassetto urbanistico voluto da Papa Alessandro VII Chigi, modellò Ariccia negli anni a cavallo fra 1600 e 1700, donandole l&#8217;immagine che ancora oggi ci offre. Gli autori di questa completa trasformazione furono <strong>Gian Lorenzo Bernini</strong> con i suoi collaboratori (Carlo Fontana, Mattia de Rossi, Luigi Bernini, Giovan Battista Contini): oltre a creare il superbo complesso architettonico della Piazza di Corte, riprogettarono la viabilità e la rete infrastrutturale, sistemarono la chiesa di San Nicola, il Santuario di Galloro, costruirono Porta Romana, Porta Napoletana e gli &#8220;Stalloni&#8221; (ex scuderia di casa Chigi).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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