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	<title>Frutta &amp; condimenti &#8211; Visit Castelli Romani &#8211; La guida ufficiale ai Castelli Romani</title>
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		<title>Fragoline di Nemi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 13:20:50 +0000</pubDate>
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<p>L’essenza antica di una dea racchiusa in un frutto senza tempo. Duemila anni di dolcezza a due passi dal lago di Nemi. Le origini di questo famoso frutto affondano le proprie radici nel mito. Già duemila anni fa infatti, doveva essere nota la bontà di queste particolari fragole, se venivano identificate con le lacrime della Dea Venere e tutto il mondo romano le celebrava ogni anno in una festa a Campo de’ Fiori.Camminando tra le vie di Nemi, si rimane incuriositi dalle vetrine dei negozi e dei bar tipici in cui sono esposte: l’emblematica forma a cuore, conica o allungata, basta da sola a distinguere le fragole del “bosco sacro a Diana”, dalle fragole comuni, ad attirare i passanti col richiamo del loro profumo fresco e selvatico.</p>
<p>Ma è l’intensità di sapore straordinariamente dolce, che sprigionano una volta raggiunta la piena maturazione, ad appagare ogni aspettativa, a cui segue una nota acidula che ne arricchisce il gusto di diverse piacevoli complessità.La piccola fragolina di Nemi, con il suo aroma soave e un retrogusto di sofisticata delicatezza, ha conquistato un posto speciale nei bar e nei ristoranti del paese.Oltre ad essere l’ingrediente protagonista delle famose “crostatine” con crema pasticcera, questa delizia non si tira indietro neanche di fronte a piatti più ricercati, poiché per le sue originali caratteristiche è in grado di valorizzare ottimamente sia primi che secondi. Un’altra specialità degna della sua fama è il Fragolino, senza dubbio il prodotto d’eccellenza nel quale gli artigiani nemorensi hanno saputo esaltare le formidabili qualità di queste fragole: un gustoso distillato dall’aroma dolce e aromatico a base di fragoline di bosco, rigorosamente raccolte a mano.</p>
<p>L’annuale Sagra delle Fragole (giugno) a Nemi tuttavia, rimane l’evento per eccellenza in cui poter gustare questo frutto in un’atmosfera tradizionale e folkloristica.</p>
<p>Le fragoline di Nemi sono riconosciute come un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), marchio di tutela istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.</p>
<p>© Paola Bartoloni</p>
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		<title>Salsa Balsamica di uva</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/salsa-balsamica-di-uva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 11:53:30 +0000</pubDate>
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<p>Non vi è nulla che solletichi così voluttuosamente l&#8217;appetito quanto il profumo di questa salsa saporita, che va ad accarezzare la mente preparandola al piacere.</p>
<p>La prelibatezza decantata da Virgilio nelle Georgiche, che affidava al dio Vulcano l&#8217;operazione di addensamento del succo di mosto, da cui avrebbe plasmato la squisita salsa, oggi gioiello dell&#8217;enogastronomia di <em>Genzano di Roma</em>.</p>
<p>Oltre a vantare un antenato di tutto rispetto come la &#8220;<em>sapa</em>&#8221; o <em>&#8220;defrutum</em>&#8221; dell&#8217;antica Roma, questo ghiotto nettare è ottenuto nientemeno che dalla lavorazione delle tre eccellenze di vitigni locali, le pregiate uve di Malvasia Puntinata, Malvasia di Candia e Trebbiano Toscano. Raccolte manualmente le uve tra la fine di Settembre e per tutto il mese di Ottobre, ne segue la spremitura, anch&#8217;essa manuale, e la separazione tra il mosto, le bucce e gli acini. Il mosto, non ancora fermentato, viene cotto in recipienti di rame o di acciaio, a fuoco lento, in un modo molto simile a quello descritto da Virgilio nelle Georgiche. In questa fase infatti, cotto ad una temperatura che non supera mai gli 80°C, il mosto viene continuamente mescolato e contemporaneamente arricchito di pepe nero, rosmarino e zucchero, aromi naturali che ne impreziosiscono il sapore di piacevoli note speziate e agrodolci.</p>
<p>Lasciato ad affinarsi per un mese in recipienti d&#8217;acciaio, il mosto è successivamente sottoposto ad un secondo affinamento in botti di legno per due mesi almeno, durante i quali incrementa l&#8217;intensità e la pienezza degli aromi, sviluppandone ulteriori equilibrate sfumature. Il profumo fresco, il gusto dolce e persistente con leggere evoluzioni acetiche, fanno di questa salsa dalla consistenza sciropposa un ottimo condimento, e grazie al suo alto contenuto di zuccheri, un accostamento interessante da provare anche su frutta e gelato. Per i turisti abituati alle comuni salse all&#8217;aceto balsamico, sarà una sorpresa scoprire questa salsa originale dal sapore unico, complesso e vivace.</p>
<p>La salsa di uva è riconosciuta come un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), marchio di tutela istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.</p>
<p>© Paola Bartoloni</p>
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		<title>Kiwi di Latina</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/kiwi-di-latina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 11:27:32 +0000</pubDate>
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<p>La prelibatezza degli imperatori cinesi, esaltata dall&#8217;antica esperienza contadina nei comuni dei Castelli Romani.</p>
<p>Nato in Cina settecento anni fa, il Kiwi Latina IGP (Indicazione Geografica Protetta), era considerato un elegante ornamento, tanto era ammirato per il suo aspetto avvenente e aggraziato, quanto ne era il gusto apprezzatissimo alla corte del Gran Khan. Questo straordinario frutto approdò nelle fertili campagne di Marino, Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma, Lanuvio, Velletri, Lariano, Palestrina, Zagarolo, San Cesareo, Colonna e Artena agli inizi degli anni &#8217;70. Riuscendo a far tesoro delle tecniche di coltivazione della vite, millenarie in questi luoghi, il kiwi che ne deriva è un prodotto unico al mondo, espressione del più alto connubio tra un frutto dalle origini esotiche e l&#8217;immenso amore di questi paesi per la natura. L&#8217;accortezza dei contadini è tale, che le piante femminili e maschili vengono alternate in proporzione di un maschio ogni cinque/otto femmine, al fine di potenziarne l&#8217;eccellenza del raccolto, poiché solo queste ultime producono questi frutti sublimi.</p>
<p>Nel periodo compreso tra la fine di Giugno e l&#8217;inizio di Luglio viene effettuata l&#8217;importante operazione di &#8220;diradamento&#8221; dei frutti, cioè l&#8217;eliminazione di quelli ritenuti al di sotto dell&#8217;alto standard qualitativo. Tra la fine di Ottobre e l&#8217;inizio di Novembre i kiwi selezionati, raggiungono la piena maturazione e possono essere raccolti e suddivisi nella categoria &#8220;extra&#8221; e &#8220;I&#8221;, a seconda delle dimensioni, rigorosamente senza peduncolo.</p>
<p>È allora che un attraente profumo avvolge e si promana dalla sottile buccia bruna finemente tomentosa, nella quale è racchiusa la polpa, soda di un intenso verde smeraldo chiaro, nel cui centro una corona di piccoli semini neri, cinge la bianca columella come una perla d&#8217;oriente, il cuore morbido di questo frutto.</p>
<p>La gustosità di mangiarlo è incredibile, l&#8217;intensa dolcezza è stemperata amabilmente dal tenue retrogusto acidulo che conferisce al sapore una nota vivace squisitamente agrodolce, un lontano ricordo delle origini passate.</p>
<p>I Kiwi Latina sono riconosciuti come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta), marchio di origine istituito dall&#8217;Unione Europea per prodotti agricoli e alimentari.</p>
<p>©  Paola Bartoloni</p>
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		<title>Le Guance di canonico</title>
		<link>https://www.visitcastelliromani.it/gusto/guance-di-canonico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 11:21:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="640" height="416" src="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/04/guance-di-canonico-Pesche.jpg" class="attachment-large size-large wp-post-image" alt="Pesche - guance di canonico" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/04/guance-di-canonico-Pesche.jpg 640w, https://www.visitcastelliromani.it/wp-content/uploads/2019/04/guance-di-canonico-Pesche-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><header class="entry-header">
<h1 class="entry-title"></h1>
</header>
<div class="entry-content">
<p>Il prodotto tipico per eccellenza di Castel Gandolfo è costituito dalla pesca, che qui viene chiamata “guancia di canonico”, per l’aspetto roseo e vellutato, ed ha un sapore particolare derivato dal terreno vulcanico su cui vengono impiantati i pescheti. Oltre che gustarle fresche nel periodo di raccolta, le guance di canonico si posso assaporare tutto l’anno sciroppate ed in speciali e gustose crostate.</p>
<p><strong>Quando?</strong></p>
<p>Da 80 anni le si festeggia a fine luglio con una Sagra che ne espone più di 100 qualità provenienti dai dintorni, dal resto d’Italia e dall’estero.</p>
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