Cineturismo a Nemi

ASSASSINO (1961) di Elio Petri, con Marcello Mastroianni, Salvo Randone, Micheline Presle.

Il Museo delle Navi Romane rappresenta se stesso in una lunga sequenza del bel film d'esordio di Elio Petri. Opera prima di Elio Petri, il film racconta la vicenda kafkiana di un giovane antiquario romano, Alfredo Martelli (Marcello Mastroianni), che viene prelevato all'alba dalla sua abitazione dalla polizia e condotto in caserma. Qui, dopo un lungo e surreale interrogatorio condotto dall'enigmatico commissario Palumbo (Salvo Randone), viene accusato dell'omicidio dell'ex amante Adalgisa (Micheline Presle), moglie di un suo caro amico. Per rispondere alla domande del commissario l'antiquario è costretto a riflettere sul suo passato e sui tanti episodi meschini della sua vita. Ricorda anche una gita fuori porta a Nemi in compagnia di Adalgisa e di altre persone, tra le quali Nicoletta, giovane e bella figlia di un ricco industriale, con la quale di lì a poco instaurerà una relazione. Vediamo Alfredo, Adalgisa e Nicoletta con le loro macchine sostare in via del Plebiscito per decidere sul da farsi. Subito dopo siamo di fronte al Museo delle Navi Romane. Si tratta di una lunga sequenza dove si riconoscono sia gli esterni che gli interni del bel museo realizzato negli anni '30 su progetto dell'architetto Vittorio Ballio Morpurgo. Si parla della storia delle due navi dell'imperatore Caligola, ma Adalgisa non perde occasione di punzecchiare con la sua gelosia sia Alfredo che Nicoletta, finché si allontana lasciandolo solo con Nicoletta...

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TEMPO DI VILLEGGIATURA (1956) di Antonio Racioppi, con Vittorio De Sica, Nino Manfredi e Maurizio Arena. Scritta da Age e Scarpelli e diretta dall'esordiente Antonio Racioppi con la supervisione di Luigi Zampa, è una simpatica commedia corale, supportata da un grande cast, che racconta le vicende sentimentali e non di alcuni villeggianti di un hotel in collina in provincia di Roma, appena inaugurato: Carletto (Nino Manfredi), aspirante attore locale, tenta di sedurre le cameriere dell'albergo per racimolare denaro per partire per Cinecittà; Dolores (Abbe Lane), sensuale ex ballerina brasiliana, si invaghisce di Checco (Maurizio Arena), autista dell'albergo, facendo andare su tutte le furie la fidanzata Lella (Giovanna Ralli); Luciano (Gabriele Tinti), brillante studente di Medicina, si innamora di Silvana (Bella Visconti), ma teme di rivelarle che il padre (Memmo Carotenuto) fa il cameriere; l'attempato ragionier Rossi (Vittorio De Sica) corteggia la coetanea signorina Pozzi (Marisa Merlini), finta timida. Il film è quasi interamente girato ai Castelli Romani. Il borgo di Nemi diventa la fantomatica località di Corniolo.


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QUESTA È LA VITA (1954) di Luigi Zampa, con Totò, Natale Cirino, Turi Pandolfini.

Diretto da Luigi Zampa La patente è il terzo dei quattro cortometraggi che compongono il film Questa è la vita (gli altri sono La giara diretto da Giorgio Pàstina, Il ventaglio di e Marsina stretta diretto e interpretato da Aldo Fabrizi). Tutti gli episodi sono tratti da novelle di Luigi Pirandello e analizzano il rapporto tra l'essere e l'apparire, persona e personaggio, tra i cardini della poetica pirandelliana. Nell'episodio La Patente, sceneggiato da Zampa e da Vitaliano Brancati, Totò interpreta Rosario Chiarchiaro, un povero disgraziato che in paese ha fama di grande iettatore. Ridotto all'esasperazione e alla miseria da questa cattiva reputazione, decide di ribellarsi rivolgendosi al giudice affinché gli vengano riconosciuti ufficialmente i suoi poteri malefici. Con la patente di iettatore avrà modo finalmente di far vivere agiatamente la sua famiglia e di essere temuto e rispettato dalla comunità. La patente è girato interamente a Nemi dove viene ricreato il paesino bigotto e benpensante della novella di Pirandello. La maggior parte delle riprese esterne sono effettuate tra Corso Vittorio Emanuele e Piazza Umberto I, filmata da diversi punti di vista.


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