Pupazza Frascatana PAT

Pupazza Frascatana PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale): la "Venere" di Frascati.

La formosa bontà di Frascati che seduce con la dolcezza del miele e il fascino delle sue numerose curve.

Ammaliante, deliziosa, semplicemente unica: è la procace fanciulla di pasta frolla che dalle vetrine di bar e forni tipici, fa sognare curiosi e passanti facendo sfoggio orgogliosa, di ben tre seni fragranti e nudi. Creata in origine per celebrare il Natale, questa "disinibita" prelibatezza altro non sarebbe, che la rappresentazione in chiave dolciaria di una "mammana", ovvero la balia che un tempo aveva il compito di prendersi cura dei figli delle donne impegnate nella vendemmia. Come si sa, non è facile far star buoni i più piccoli, per questo secondo l'antico folklore, a differenza delle sue colleghe, questa mammana non esitava ad ammansirli con l'aiuto di un terzo seno artificiale, pieno del buon vino di Frascati. È infatti leggenda che i bambini di questa zona, notoriamente vocata alla produzione vinicola, venissero allattati sia con il latte nel modo tradizionale, sia con il buon nettare dei vigneti. Per quanto riguarda la ricetta, si scoprirà, avventurandosi per le vie di Frascati, che ogni forno locale custodisce una propria versione della "Pupazza", rivendicando rispetto agli altri, la paternità dell'originale. E sebbene non ci è possibile stabilire quale sia la variante più accreditata, gli ingredienti di base sono in ogni caso comuni a tutti, semplici e genuini: farina di tipo 00, olio extravergine di oliva, il dolce miele millefiori dell'Agro pontino, e infine, un soave distillato d'arancio che infonde a questa esuberante golosità il tipico profumo e sapore, amabilmente aromatici. Nata come simbolo di fertilità e abbondanza della terra di Frascati, questa prosperosa bambola al miele è oggi divenuta anche il sensuale emblema della sua tradizione gastronomica.

La Pupazza frascatana è riconosciuta come un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), marchio di tutela istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

© Paola Bartoloni